"Chi non conosce il suo limite, tema il destino" Aristotele

consulenze psicologo

Perchè oggi è così difficile educare? Si moltiplicano le iniziative dei media in soccorso ai genitori in difficoltà o in dubbio, diventano famose trasmissioni TV che tentano di offrire dei modelli, di suggerire delle regole per crescere "bene" bambini e ragazzi.Che cosa significa crescere bene, quali caratteristiche assicurano un armonioso sviluppo della persona? Qual è il ruolo dei genitori, questo ruolo cambia in caso di divorzio? Come si possono affrontare le crisi di coppia con i bambini e con gli adolescenti, esistono " le parole per dirlo ?"

Il Mondo in cui viviamo e lo Stress

studio psicoterapeuta

Indubbiamente la società in cui viviamo è complessa ed educare in un sistema complesso, è diventato difficile anche perché le due agenzie che si occupano di educazione, la famiglia e la scuola, devono combattere ad armi impari con una realtà sociale e televisiva, in cui la regola è diventata un optional, dove chi rispetta le regole, è una specie di fallito che non sa fare di meglio ed è quindi rappresentato come un perdente.

Chi non è perdente, è l'individuo che non ha limiti. Non a caso questo "no limits" è il motivetto che ricorre più frequentemente nelle pubblicità rivolte ai bambini e ai ragazzi, superare sè stessi, senza tuttavia mai essersi chiesti chi si è, cosa si vuole realizzare e in che modo si voglia superare un modello che non sempre ci è chiaro, intenti come siamo a fare nostri i modelli che ci propone la TV, incuranti dell'impatto che possono avere sulla nostra vita, sulle relazioni che abbiamo intrecciato.Quando però la televisione diviene maestra, i super eroi si sprecano. Tutti questi eroi televisivi spesso ignorano le regole, o peggio le scrivono per sè e per gli altri, parafrasando una famosa battuta dal film "Il marchese del Grillo" con A. Sordi: " Io so' io e voi non siete un c.......".

Educare si, educare no, educare forse....

E' quindi chiaro perchè è difficile educare, perchè interessa poco o solo ad un piccolo gruppo di persone consapevoli, che combattono contro un sistema economico-culturale-sociale, in cui l'educazione non ha posto, perchè l'importante non è diventare buoni cittadini, o come dicevano i programmi della vecchia scuola elementare dei primi del '900 " galantuomini ", ma consumatori efficaci, cioè voraci, incontrollati e acritici.

Essere consapevoli del compito che aspetta i genitori e la scuola ci aiuta a lavorare meglio a capire che la regola, il contenimento, l'autocontrollo, sono le basi dell'autonomia personale senza la quale nessuno di noi può considerarsi adulto e competente, soprattutto in una società che dà spazio e voce solo a chi si dimostra al contrario, incontenibile, fuori controllo, esagerato, spavaldo e prepotente, alla rincorsa dell'ultima novità, alla ricerca dell'ultima trovata nel tentativo di soddisfare un desiderio che rimanda inevitabilmente ad un altro desiderio in una catena infinita che alla fine consuma e logora noi stessi.

I bambini, i ragazzi hanno il diritto di essere educati, hanno il diritto di domandarsi chi sono e cosa vogliono diventare, hanno il diritto di essere guidati con rispetto dagli adulti di riferimento che hanno intorno alla realizzazione del loro progetto di vita.

Tuttavia sempre più di frequente questo diritto viene soffocato, o da un'ansia incontenibile in cui l'adulto si sostituisce in continuazione al bambino, facendo e scegliendo al suo posto o nell'indifferenza frenetica dei genitori oberati dal lavoro e dagli impegni, che in genere compensano la loro assenza con l'abbondanza di giocattoli, di elettronica, di "cose", ma dalla miseria di relazioni frettolose, piatte e superficiali che non parlano ai sentimenti ed al cuore ma che si interessano prevalentemente della mente, dell'intelligenza e di quegli aspetti in qualche modo visibili che si ritiene faranno il successo di nostro figlio.

Inseguire il modello , del genitore " quasi perfetto ", a volte diventa un imperativo che ci assale e allora ci affanniamo a riempire la vita dei bambini di impegni, ed attività oltre la scuola. Questo ci trasforma in autisti in continua corsa tra una meta e l'altra, con bambini e adolescenti oberati di impegni, prestazioni e risultati da raggiungere, a volte in frenetica competizione con altri. Lo Stress diventa così compagno di viaggio, il tempo non basta mai, le cose da fare aumentano e noi abbiamo l'impressione di non farcela più, mille cose riempiono il nostro tempo ed il tempo dei nostri bambini , ma poco di tutto questo " affannoso correre ", ha   senso per loro,  

tuttavia, si fa, lo fanno tutti, si deve fare... I risultati spesso sono deludenti, i ragazzi finiscono per odiare, impegni ed attività, che amavano fare, il ritmo frenetico, i tempi ristretti e la fatica, trasformano gli hobby, in cose da affrontare per forza. E' così che stressatissimi affrontano tutto, scuola compresa, come una serie di esperienze faticose, noiose, dovute e pertanto inutili, quando non addirittura fonte di conflitti e discussioni inconcludenti..Prima o poi sorgerà la domanda classica, che investe tutto e tutti, scuola per prima:." A cosa a serve?" 

Gli adolescenti e lo Spaesamento degli adulti....

Si aggirano per casa come entità estranee e imperscrutabili. Non parlano con i grandi, come se rispettassero un codice d’onore noto solo a loro. Stanno sul divano con in testa il cappuccio della felpa, o chiusi in camera a giocare alla PlayStation. Sono adolescenti. I genitori spaesati si preoccupano che malumore e mutismo nascondano problemi a scuola, o di cuore, o magari più gravi, come alcol e bullismo. O noia. O niente.

Liquidare tutto con “ai miei tempi non era così” non aiuta a capire né a risolvere. Perché i tempi sono cambiati, non solo per modo di dire, gli anni

 

che separano una generazione dall’altra corrispondono a secoli ormai. Superata la tv, sono gli smartphone, i tablet, le wii, i social network le nuove appendici dei ragazzi. Sono nativi digitali, cresciuti in una società che non si riconosce più nei ruoli tradizionali. Nuove famiglie, precariato, istituzioni fragili sono ciò che conoscono. Stanno facendo da apripista a un nuovo mondo, e in più hanno tutti i sintomi dell’adolescenza che anche i loro genitori hanno conosciuto. Fare i conti con queste realtà rende gli adulti spaesati, non ci sono modelli, non i sono regole, non ci sono costanti ogni adolescente è un essere a sè, assomiglia appena un pò ai coetanei, ne copia i vizi e le distorsioni, quasi mai le virtù.. quali sono le virtù.. apparire, apparire, apparire , in uno sforzo di emulazione del perfetto che strangola i corpi, o troppo magri o troppo muscolosi e rende muti i linguaggi del dirsi, nella ricerca di un senso che non si offre facilmente alla ricerca al di fuori, ma nell'inevitabile sensazione di vuoto del dentro e allora?
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